“Il lusso della semplicità” è il nome che ha scelto per la società di catering che gestisce personalmente tra un programma in tv e una cena tra amici. Alessandro Borghese ha fatto della sua cucina, inventiva e generosa , una forma d’arte che, in maniera ricercata, non rinuncia mai alla tradizione.  Perché per lo chef, cucinare è un atto d’amore.

Alessandro Borghese cuoco, presentatore, imprenditore. Una lunga gavetta alle spalle e una carriera in ascesa. Quale è il sogno custodito ancora nel cassetto?

Ho una cassettiera piena, se ne apro uno mi piacerebbe che il mio attuale programma “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”, in onda il mercoledì su SkyUno, possa avere un alto indice di gradimento per il suo modo divertente e interessante sul mondo della ristorazione italiana.

Ai tempi di “Junior Masterchef”, di “ Fuori Menù”, “Cucina con Ale” e altri programmi di cucina, mettersi ai fornelli sembra essere diventato molto semplice anche per chi non ha molta dimestichezza con quest’arte. Le capita mai di ricevere richieste particolari di piatti e creazioni culinarie viste, magari, in tv?

Cerco sempre di creare un rapporto solido e fiduciario con i miei clienti, dando loro un’assistenza a 360 gradi dall’altissimo assortimento delle materie prime per il menu, alla scelta della location e dello stile; offrendo soluzioni adatte e tempestive per ogni esigenza. Quando preparo i banchetti per i matrimoni incontro gli sposi più volte, creiamo insieme un menu personalizzato che abbia quel gusto particolare ed esclusivo e che racconti di loro due. Spesso si tratta sempre di richieste sui miei piatti, visti in TV o sui miei canali web.

Gli sposi moderni, a tavola, sono esigenti e sempre più attenti a ciò che mangiano, con una predilezione crescente per  un’alimentazione bio o vegetariana. Quale è il menu più adatto per chi volesse portare anche a tavola il mood “country – chic”?

Capita di preparare menu e di usare ingredienti per gusti con esigenze alimentari proprie. In luglio, con il mio team siamo nelle malghe del Trentino Alto Adige per organizzare il matrimonio di due sposi vegetariani. Per il banchetto di nozze, ho scelto solo prodotti del territorio e stagionali, andrò per i casari a scegliere i formaggi e il miele e non vedo l’ora di poter raccogliere le erbe spontanee e i fiori eduli che le malghe offrono in estate.  Ci sarà una sorpresa per la torta nuziale e tra i piatti del menu, il mio primo: gnocchi alle erbe, conditi con burro di malga e formaggio Vezzena.

Molte sono le soluzioni “alternative” al banchetto di nozze, una tra tutte il “brunch”. Quali sono gli errori da non commettere e i dettagli da non sottovalutare quando si sceglie per un ricevimento di questo tipo?

Quando si sceglie il brunch come banchetto di nozze, è molto importante la location, deve dare l’idea di essere invitati a casa degli sposi. Ne abbiamo organizzato uno in Costiera Amalfitana, su una grande terrazza affacciata sul mare, con tanti divani comodi per far gustare agli ospiti le specialità della zona, dalla mozzarella di bufala al pescato fresco, sotto un tetto di limoni profumati. In Piemonte, abbiamo allestito il brunch in una cascina, trasformata come un salotto art nouveau, con un lungo tavolo centrale, imbandito di torte da forno, dolci al cucchiaio, uova cucinate al momento per gli invitati e zeppole alla crema appena fritte.

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