Elegante e raffinato, il Sì in divisa nell’immaginario collettivo è spesso associato ai matrimoni regali – vedi la divisa della guardia irlandese, giacca rossa con dettagli ocra e pantaloni neri del duca di Cambridge, il principe William d’Inghilterra, o quella completamente bianca dei carabinieri indossata da Alberto principe di Monaco.

Sposarsi in divisa è obbligatorio per chi riveste una carica militare?
Assolutamente no, è una libera scelta. Gli appartenenti alle forze armate non sono obbligati ad optare per l’uniforme, è piuttosto una consuetudine ed ha a che fare con l’affetto personale verso il corpo di appartenenza.

Essere un militare consente allo sposo l’opzione di convolare a nozze indossando l’Alta Uniforme o la divisa da Cerimonia, oltre a ricevere, al termine del rito nuziale, il prestigioso picchetto d’onore che consiste nel passare insieme alla sposa sotto il cosiddetto ponte di sciabole.
Ogni uniforme oltretutto è diversa: bianca per la Marina Militare, nera per l’Esercito e i Carabinieri, blu per la Polizia e l’Aeronautica Militare, per l’occasione provviste di accessori speciali come sciarpe, alamari, mostrine e medaglie d’onore.
Per regola, durante la cerimonia nuziale e per tutta la sua durata, lo sposo dovrà lasciare al lato dell’uniforme, il cappello, la sciabola ed i guanti.

 Una tradizione in tre passaggi:

  • Il picchetto d’onore: prima dell’uscita degli sposi dalla chiesa, i militari di pari grado (ufficiali, sotto ufficiali, truppa) si schierano ai lati della porta d’ingresso con le sciabole sguainate in posizione di riposo.
  • Il ponte di sciabole: non appena gli sposi giungono sul sagrato, il comandante del picchetto d’onore ordina “l’Attenti”. Ad “Onore agli sposi”, i componenti del raggruppamento sollevano le sciabole formando un ponte sotto il quale passa la coppia. Questo momento è fortemente simbolico poiché rappresenta la transizione dei due dalla vita come singoli ad una vita comune.
  • L’uscita dal ponte di sciabole: una volta che gli sposi sono sotto il ponte, il primo e l’ultimo componente del picchetto d’onore impediscono, con una sciabola posta in posizione trasversale, l’uscita alla coppia.  Per liberarsi, sempre simbolicamente, gli sposi dovranno darsi un bacio.

 

a cura di Alessandra Capasso

L’articolo è tratto da Mia Sposa Magazine – Aprile 2017, attualmente in edicola.

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