“Il consiglio è rispettare sempre la propria personalità.

Occorre saper cogliere l’istante in cui l’abito ci regala l’emozione grandissima.

La scelta dell’abito è una magia e ogni volta si rinnova la sensazione di averlo creato solo per quella sposa.

E questo mi rende felice…”

 Emiliano Bengasi

 

Un laboratorio stilistico d’alta moda a Fermo, nelle Marche, cuore dell’Italia. Quella fermana è anche la terra d’origine di Dina Bengasi che, nell’estate del 1968, appena fuori città, apre una piccolissima sartoria i cui guadagni consistono in poche centinaia di lire. Le pagine più recenti di questa storia sono occupate dai bozzetti di Emiliano, il figlio di Dina, che nel 2016 ha presentato per la prima volta a Milano una collezione di splendidi abiti da sposa.

Emiliano Bengasi non è certamente una novità nel panorama della moda, infatti, il numero di riconoscimenti, le collaborazioni e la presenza nei contesti più prestigiosi provano la crescita di attenzione intorno al suo nome e alle sue creazioni. Con lo stilista, Mia Sposa Magazine ha provato a raccontare il contrasto tra creatività e concretezza in una chiacchierata ampia tra passato e futuro, cercando di penetrare quello spirito marchigiano che fa della perseveranza il carburatore dei sogni.

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Le sue sono collezioni dall’alto contenuto artistico. Che studi ha fatto? Quando ha iniziato in atelier?

Ho cominciato prestissimo, grazie a mia madre ho sempre respirato il profumo della moda. Mia madre consapevole dei sacrifici della sua attività mi ha incentivato a fare  studi diversi ma io continuavo a coltivare la mia passione osservando il lavoro delle sarte. Dopo il diploma ho fatto vari corsi di specializzazione ma per molte cose sono autodidatta: il disegno, ad esempio, mi serve solo per fissare le idee. Il resto è ingegno ed amore per ciò che faccio.

Il suo stile coniuga tradizione e modernità. da dove viene il sui universo creativo?

E’ un lavoro che si fa giorno dopo giorno, sono abiti tradizionali e moderni insieme, un connubio di creatività, tradizione e innovazione dove la tradizione sta nel realizzare tutti i capi a mano e l’innovazione, invece, nella ricerca di forme e modelli originali con tessuti pregiati e all’avanguardia per creare qualcosa di unico, riconoscibile ed inimitabile. La perfezione sta nel coniugare tutto questo con le esigenze della singola sposa.

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Nel 2017 ha presentato delle moderne principesse. Cosa ha preparato per il 2018?

Lo stile per gli abiti proposti per il 2017 è sofisticato e lezioso: modelli vaporosi e principeschi affiancati ad altri scivolati che accarezzano il corpo della donna in maniera elegante. Volumi immensi ma anche linee avvolgenti e leggerissime. La parola chiave è sensualità. Abiti preziosi ricamati a mano con pizzo francese e cristalli Swaorvski con fiori e foglie che si rincorrono; le gonne intrecciano tulle, taffetà e seta. La tendenza per il 2018  sarà vestirsi come nelle favole. Moderne cenerentole, abiti rivisitati in chiave moderna con scollature, velature e trasparenze alternati a sinuose sirene che avvolgono e disegnano il corpo della donna in maniera sensuale”.

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Lei si occupa anche di sartoria maschile. Quali sono le caratteristiche dello sposo Bengasi?

Siamo molto attenti ai disegni, alle fantasie e alle stoffe pregiate. Si tratta di proposte per un uomo molto giovane e intraprendente, attento all’eleganza ma anche alla vestibilità e al comfort. Tessuti jacquard, broccati e ricamati, amalgamati con dettagli preziosi, come chiusure gioiello e spilloni Swaorovski per rendere i classici frac, tight, smoking e redingote capi unici ed originali.

Un’ultima domanda: che cos’è per lei il sogno?

Per me è quell’istante prima della fine delle sfilate quando le note echeggiano nelle stanze e la musica incalza facendo vibrare i cristalli dei lampadari. Le modelle escono in parata e si dispongono a fontana, la folla applaude. Un  attimo breve ma intenso che ripaga il lavoro di un anno intero. In quel momento la mia anima vibra. E’ un’emozione che rivedo negli occhi delle mie spose quando vanno all’altare: ogni volta lo stupore si rinnova perché ho la sensazione che quell’abito sia stato creato solo per lei. E’ una specie di magia.

 

L’intervista completa su Mia Sposa Magazine, in edicola.

 

 

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